Ultima modifica: 28 Gennaio 2020

Giornata della memoria dedicata a Vera Salomon Michelin

In memoria della signora Vera Salomon Michelin

 

Sarno, 27 Gennaio 2020

“ … E’ bello vedere il Sud con i vostri occhi … cara Caterina e caro Michele, andate sempre avanti nel raccontare gli anni della Shoah, anche se troverete difficoltà, dite ai ragazzi di quanto è avvenuto…. Perché mai, mai più possa accadere di nuovo”…


Lei era Vera, una piccola grande donna, minuta e gentile ma con quella rara determinazione e fierezza che, accompagnata da tanta cultura, ti fanno capire fin da subito che sei davanti ad una persona straordinaria. Lei era Vera Salomon Michelin, nata a Torino nel 1923, militante antifascista a Roma insieme ai suoi compagni di via Buonarroti, denunciata e rinchiusa dalla Gestapo prima a via Tasso e poi a Regina Coeli, dove fu testimone della selezione e massacro delle Fosse Ardeatine, dopo l’attentato di via Rasella e per questo perse amici carissimi, tra cui Paolo Petrucci. Sopravvissuta poi ai campi di concentramento di Dachau, Stadelheim e Aichach, venne liberata dagli alleati il 29 aprile del 1945.
Da allora divenne testimone, per tutta la sua vita, degli orrori e delle responsabilità atroci del fascismo e del nazismo, del disastro della II Guerra Mondiale, della persecuzione e morte di milioni di vittime innocenti. Si è recata ovunque, raccontando per anni, nelle scuole o nei treni della memoria che conducevano ai lager d’Europa, del buio caduto sulla storia dell’umanità, spiegando cosa significa vivere sotto una dittatura, rischiando la vita per un’idea di giustizia, per il rispetto dei diritti umani. Questo impegno civile lei lo ha mantenuto fine alla fine, con abnegazione e passione, per onorare coloro che hanno sofferto e combattuto per la libertà in nome di un’ Italia democratica. Infaticabile, ha lavorato, in seguito, anche per l’ANED (Associazione Nazionale ex Deportati) della sezione romana, di cui divenne la Presidente .
Vera è entrata in punta di piedi in questa nostra Scuola, nel lontano anno scolastico 2003/2004, con la sua grazia e la sua umiltà, ogni volta presente nei giorni dedicati alla commemorazione dell’Olocausto, non facendo mai mancare a nessuno le sue parole, la sua esperienza ed il suo nobile esempio. Lei che, prima di raccontare, indossava sulle sue esili spalle la bandiera del popolo ebraico a strisce blu e bianche, come fosse “un foulard di gran lusso“ e con fare discreto, quasi un sussurro, affidava ai ragazzi un messaggio fondamentale: quello di amare la vita e di difendere con coraggio la propria dignità, ma, soprattutto, di ”saper scegliere da che parte stare, nell’eterna lotta tra il bene ed il male e di non rimanere inerte di fronte gli abusi, perché è doveroso indignarsi, ognuno per quello che può.”
E noi, che abbiamo avuto l’onore di conoscerla e di aver ricevuto la sua stima ed il suo affetto, desideriamo tener sempre vivo il suo ricordo ed il suo prezioso contributo. E a lei che in punta di piedi è andata via, lasciandoci un’eredità cosi importante, diciamo:
“Grazie Vera, di tutto. Ti vogliamo bene.”
Caterina Manzione, Michele Lauri
e tutta la Scuola “Giovanni Amendola” di Sarno (Sa)