Ultima modifica: 2 Luglio 2022

Percorsi e progetti dell’IC AMENDOLA: La pedagogia ai tempi della pandemia

 
 
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Percorsi e Progetti all’IC Amendola di Sarno
La Pedagogia al tempo della Pandemia
Di Sonia D’Alessio
Sviluppare il potenziale umano e apprenditivo dei nostri alunni presuppone l’osservazione e l’analisi dei bisogni educativi della persona, per strutturare poi interventi di natura pedagogica e relazionale. Personalmente, da pedagogista quale io sono, credo che l’immenso lavoro di squadra svolto dall’IC Amendola quest’anno sia partito da questo assunto e abbia provato ad arricchire i nostri alunni su tantissimi fronti. Ce n’era fortemente bisogno. Ed è a questo aspetto che dedicherò il mio articolo, pur non tralasciando il racconto di quanto è stato.
Questo è il terzo anno scolastico contrassegnato da una pandemia che ha infragilito tutti: le famiglie, il tessuto socio-economico… La scuola, come sapete, è stata colpita al cuore. C’era veramente urgenza di una ripresa. Nonostante tutto!
Quanta tenacia, fiducia, forza ho visto nel nostro capitano, la Dirigente Antonella Esposito! Quanti Percorsi e Progetti sono stati offerti proprio quest’anno. Soprattutto quest’anno. E non mi riferisco solo ai PON. Ci tengo a menzionare l’ambito dello Sport, con la riapertura della palestra; l’ambito della Legalità, con numerosi eventi; l’ambito dell’Inclusione, a cui teniamo enormemente; quello scientifico-matematico con i giochi matematici; l’ambito umanistico, con molti salotti letterari (spesso gemellati con i licei), con Libriamoci, con il concorso su Dante e il Premio Cimitile; l’ambito storico con la lezione sull’emigrazione e altro ancora. Nonostante tutto. E poi i PON. Lode alla Dirigente, al Referente dei PON Prof. Luigi Astarita, al DSGA Sebastiano Barone e a quanti hanno lavorato sodo per far carburare una scuola ostacolata dall’emergenza Covid. Quando ho saputo che i PON sarebbero stati 19, ho pensato subito – io che ormai ne ho lunga esperienza – che non sarebbe stato facile riempirli tutti. I ragazzi, si sa, hanno mille impegni, c’è sempre il rischio di una frequenza scarsa o altalenante, di una dispersione o addirittura di mancanza di iscrizioni a questi progetti pomeridiani. E allora posso dire che è stato un successo: buona parte dei nostri alunni hanno aderito addirittura a due, pure tre PON. Si è trattato di offerte variegate e stimolanti, ogni ragazzo ha potuto scegliere seguendo le proprie inclinazioni, i propri interessi: dall’ Arte alla Musica, dal Teatro allo Sport, dalla Musicoterapia al potenziamento della Lingua Italiana per stranieri L2, dal coding al potenziamento delle discipline STEM, dalla tutela dei beni culturali e ambientali al Museo; dal potenziamento delle lingue straniere alla scrittura creativa digitale, dall’ educazione alimentare alla sostenibilità ambientale, all’arte del mosaico e dei murales.
La chiusura dell’anno scolastico è stata costellata di molte manifestazioni finali nel nostro istituto, che hanno destato l’attenzione e il plauso della cittadinanza e dell’amministrazione. Il Primo Cittadino, il dr Giuseppe Canfora, e molti dei politici e degli assessori, in particolare la Prof. Annamaria Della Porta, l’avv. Gianpaolo Salvato, la senatrice Luisa Angrisani, hanno partecipato sempre con assiduità ed entusiasmo, consapevoli che una verifica dello stato di salute di questo paese passi inevitabilmente dalla scuola. Se le scuole del territorio funzionano, se soddisfano le famiglie, se i ragazzi vengono curati al massimo, se si offrono occasioni di crescita e uguaglianza di opportunità… allora il cuscino del sindaco è morbido, consentitemi la figura retorica.
Le manifestazioni conclusive sono iniziate il 6 giugno al Teatro De Lise con l’esibizione dei ragazzi di due Pon: quello di Coro è stato diretto dall’esperta Titty Falasca, coadiuvata dalla Tutor Rosaria Calabrese; quello di Musicoterapia ha visto impegnata l’esperta Diana D’Alessio, collaborata sempre dalla stessa tutor. Il 7 giugno sul palco del De Lise si sono esibiti i ragazzi del PON Teatro, guidati dalla regista Giovanna Fiore e dalla tutor Carmela Mura. Le due serate sono state parte della Rassegna PARCOSCENICO, cui hanno preso parte le varie scuole di Sarno. L’8 giugno i riflettori si sono accesi sulla nostra sede di Lavorate, dove si è tenuto un corposo spettacolo che ha dato risalto specialmente alle lingue straniere. Rimandata al 24 giugno, invece, la manifestazione sportiva della Primaria, ospite nella Palestra del plesso centrale di via Roma, con il progetto del CONI e l’esperta Titty Pappacena, e al 28 quella dell’ l’Infanzia. Mentre, il 15 giugno, nell’auditorium, si sono esibiti i ragazzi del progetto Diversa-mente musica, con uno spettacolo dal titolo MUSICA INSIEME, in collaborazione con l’azienda consortile Agro Solidale; vi hanno preso parte i nostri alunni speciali, supportati dai compagni e dal Dipartimento di Inclusione e diretti dal Maestro Miki Belmonte. Ho intervistato il Maestro Belmonte, ci ha spiegato che tale programma continuerà il prossimo anno e vede coinvolta anche l’Infanzia del Plesso di via Ticino. “La cosa interessante di questo progetto – ha aggiunto – è stato il percorso. Difatti, grazie al linguaggio universale della musica e utilizzando i suoi elementi fondamentali, ritmo e suono, è stato possibile mettere in risalto l’individualità di ciascuno e creare armonia.”
A seguire, con il taglio del nastro, alla presenza delle autorità, c’è stata l’inaugurazione di un mural, per usare il termine spagnolo, realizzato sulla facciata principale dell’edificio con il PON “Coloriamo la nostra scuola e riqualifichiamo le aree verdi”, gestito dal Maestro d’Arte Michele Tortora. “Cosa ha inteso rappresentare?”, gli ha domandato nell’intervista la Moderatrice Prof. Giulia D’Alessandro. Questa la risposta: “Mi è parso giusto dedicare l’opera alla rappresentazione di Sarno attraverso il ciclo dell’acqua, il fiume Sarno e il suo territorio. Il titolo del PON era infatti La Scuola dell’arte, l’Arte nella scuola: un murale per la Pace, la Cultura, l’Ambiente e la Valorizzazione del territorio.” Autorità e cittadini convenuti, hanno seguito i percorsi organizzati che li hanno portati nei vari laboratori, dove sono stati illustrati i diversi progetti e sono stati consegnati agli alunni gli attestati di partecipazione. Sul palco, invece, il Convegno dal titolo “Il Fondo Sociale Europeo come occasione di socializzazione, apprendimento, inclusione, accoglienza”. Sono intervenuti: il Vicepresidente della Regione Campania On. Fulvio Bonavitacola, il Presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania On. Francesco Picarone, il Sindaco del Comune di Sarno Dott. Giuseppe Canfora, il Dirigente Scolastico Prof. Prisco Corvino, il Direttore dell’Azienda Consortile Agro Solidale Dott. Arturo Lombardo, l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Sarno Avv. Gianpaolo Salvato.
Tutto è già è stato scritto dalla stampa. Ecco perché io preferisco invece sottolineare gli aspetti pedagogici di questo bel lavoro. Almeno qualcuno, perché i risvolti formativi sono davvero innumerevoli. Prendiamo, ad esempio, l’importanza di pratiche come l’Outdoor Education. L’educazione all’aperto, praticata nei progetti pomeridiani, comprende attività come esperienze socio-motorie ed esplorative, l’apertura al mondo naturale con la tecnologia come il coding; esperienze di tipo percettivo-sensoriale come l’educazione alimentare, le visite a musei, siti storici etc. Ben lo sanno i proff Nella Esposito, Luca Carbone, Mariarosaria Del Regno, che hanno accompagnato i ragazzi per Terravecchia o lungo il fiume o al museo.
Ne hanno giovato alunni e docenti, specialmente dopo due anni di emergenza pandemica che ci ha costretti a stili di vita sedentari, senza connessione col mondo esterno e soprattutto con la natura, connessione che invece è necessaria per una crescita salutare e per il benessere psico-fisico. Inoltre, il valore altamente formativo dell’Outdoor education si è potuto combinare con l’educazione alla sostenibilità, alla biodiversità, all’inclusione, all’attivazione di relazioni interpersonali sinergiche, all’osservazione del territorio circostante, di monumenti, strade, garantendo l’affinamento di una coscienza civica, l’amore per il proprio paese che nasce dalla conoscenza di esso. Camminare con i compagni per le vie cittadine, respirarne i profumi ha effetti benefici su tutto l’organismo.
E pensiamo poi che alta valenza ha la socializzazione, che tali progetti a classi aperte favoriscono; pensiamo al risvolto sulla percezione del sé, sulla sicurezza, sull’autostima. O ancora, sull’esplorazione del proprio talento: ho visto alunni che hanno scoperto di avere attitudini che non conoscevano, sentirsi gratificati, ritrovare fiducia in sé.
Un altro aspetto pedagogico che mi preme sottolineare è che questi progetti pomeridiani si avvalgono del supporto di un esperto, aprendo così le porte a professionisti, il cui aiuto è indispensabile per offrire un patrimonio di know how, sia sotto il profilo dei contenuti che sotto quello dell’integrazione con il mondo esterno. Ci siamo arricchiti, ad esempio, delle competenze di Giovanna Fiore, un’esperta di teatro che lo pratica da tanti anni. O di Diana D’Alessio, una vera cantante, esperta dell’uso della musica per l’espressione del corpo, per il suo benessere, per l’uso consapevole della voce, delle mani, di tutto il corpo che si lascia andare al ritmo. Abbiamo giovato delle lezioni del Maestro Vincenzo Odore, esperto di fumetti, della mostra fotografica di Daniele Deriu sul femminicidio, degli interventi del giornalista di Rai3 Michele Giordano e del contributo di Associazioni come Nuova Officina e Branco Solidale. E ancora, delle competenze del Prof. dell’Unisa Vincenzo Salerno, un imponente patrimonio di know how. Volete mettere? Questa è la scuola capace di prendersi tutti per mano e fare un girotondo. Questa è Educazione alla Pace, che passa attraverso l’apertura al territorio. Abbiamo organizzato molti salotti letterari, anche allo scopo di offrire ai genitori – e al paese tutto – momenti di cultura condivisa. Ma ci sono ancora altri aspetti pedagogici che vado a sottolineare. I progetti extracurriculari possono rappresentare un viaggio di scoperta del nostro territorio, dei suoi luoghi, dei suoi punti di forza. I ragazzi, al sapere “confezionato” dei pur necessari manuali scolastici, possono aggiungere un sapere “costruito” da loro e frutto della collaborazione di un intero gruppo. Un’esperienza fondante, a mio avviso. E che sottolinea l’importanza di valorizzare il rapporto scuola-mondo esterno. L’apprendimento allora diventa coinvolgente, un momento che attiva la capacità di provare emozioni: è la parte affettiva dell’apprendimento.
E la parte affettiva è il vero volano dell’apprendimento!
Prof.ssa Sonia D’Alessio, referente eventi culturali dell’Amendola, pedagogista.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Tu, Concetta Falasca, Emiliana Petti e altri 32
 
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